SCUOLA TIANDIHE

Arti Marziali, Musica e Meditazione

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La rana nel pozzo


Rana pozzo

Jing Di Zhi Wa "La rana sul fondo del pozzo"
Ogni anno scrivo un augurio per gli amici della scuola Libertao.
Una lettera aiuta ad essere vicini anche quando non è possibile esserlo fisicamente.
Rileggendola ho pensato che potrebbe interessare tutti i praticanti e la condivido anche qui
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"E' importante che la nostra pratica marziale porti all'apertura ed alla condivisione. Quando la conoscenza diventa certezza il rischio è che si trasformi in prigione.
E' ben spiegato nel detto
坐井观天 "Zuo Jing Guan Tian" Seduti in fondo al pozzo guardando il cielo, o meglio ancora 井底之蛙 "Jing Di Zhi Wa" La rana sul fondo del pozzo. Indicano, nella lingua cinese, una mentalità ristretta: colui che sta seduto in fondo al pozzo vede solo una piccola porzione di cielo e nella sua arroganza la ritiene la verità assoluta. E, come la rana della leggenda che vive nel fondo del pozzo, così le persone arroganti sono aggressive e gracchiano al cielo, totalmente inconsapevoli della propria limitatezza.
Le Arti Marziali più di altre arti possono indurre all'arroganza, per questo è bello armonizzarsi praticando con il sorriso.
La rana sul fondo del pozzo è anche una metafora della condizione umana: la luce che i nostri occhi vedono è solo una piccola porzione dello spettro luminoso, i suoni che le nostre orecchie odono sono solo una piccola porzione delle onde sonore, la realtà che riusciamo a misurare e quantificare è solo una piccola porzione della realtà e le nostre opinioni in merito ad un argomento sono solo i risultati di una esperienza soggettiva che non comprende la vastità del cielo. Il concetto di "Uomo Santo" taoista e di "Risvegliato" buddhista è proprio invece della condizione di colui che, sapendo di non sapere, è conscio della grandezza del cielo: una piccola rana che, con immensa fatica è salita su, fino ai bordi del pozzo.
E si è meravigliata della vastità dell'oceano."

Dante Basili
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Indovinelli: informazioni e chiarimenti


Alcune informazioni e chiarimenti sugli indovinelli che pubblico sul profilo FB.
Si tratta di un gioco sociale: elaboro un indovinello con tre definizioni, partendo da un argomento-soluzione, prima ci lavoriamo in famiglia o con amici, poi pubblico sul profilo FB. La soluzione di partenza è solo un riferimento, l'interessante è quello che può "passare attraverso" le tre definizioni con il filtro delle singole personalità. Un lavoro comune che quasi sempre arricchisce tutti, anche me. Quando qualcuno "indovina" la soluzione di partenza gliela comunico privatamente. Lascio passare tre giorni e poi riunisco il tutto e pubblico un unico elaborato con la e le Soluzioni.
FB non è adatto per questa attività di collaborazione e di sintesi, attività che richiedono "tempo", perché favorisce la rapidità, la polarizzazione ed il conflitto. Ma è questo il bello: forzare il mezzo per farne qualcosa di migliore. E per questo ringrazio ogni volta tutti del tempo dedicato, la merce più preziosa che abbiamo.
Per quanto mi riguarda trovo quasi sempre le soluzioni "alternative" più di spessore di quella da cui sono partito per costruire l'indovinello. E questo è significativo.
Sono un insegnante quindi è chiaro che metta enfasi sulla soluzione di partenza, a scopo didattico, ed a volte il tutto può sembrare pedante. Ma il focus è il costruire una comunicazione, etimologicamente un mettere in comune, nella quale il risultato sia più della somma delle parti. La sfida dell'indovinello è un motore che può portare lontano.
A proposito di alcuni malintesi: non scarto nessun intervento e non scelgo "solo" alcune soluzioni! Escludo solo le provocazioni o le soluzioni che non "stanno al gioco", cioè che non corrispondono a una "ragionevole" descrizione delle tre definizioni. Capita, quando vi siano soluzioni uguali, ma espresse diversamente, di riunirle in una unica. Dopo i tre giorni pubblico l'elaborato con le soluzioni senza più prendere in considerazione nuovi interventi. E' un motivo pratico: in genere pubblicazione, interazione ed elaborato richiedono dalle 9 alle 13 ore di lavoro. Una volta chiuso non ci ritorno più sopra
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In questa data siamo a più di cinquanta indovinelli in quasi due anni di gioco.

Dante Basili
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Pulci, indovinelli e postverità.



Pulce acqua, fillopode


Nelle acque dolci d’Europa vivono circa novanta specie di fillopodi, conosciuti come “pulci d’acqua”. Per la maggioranza si nutrono di alghe microscopiche ed a sua volta sono un importante alimento per i pesci che in questo modo possono usufruire anche delle proprietà nutritive delle alghe. Le pulci d’acqua sono crostacei molto piccoli, spesso inferiori al millimetro e si possono apprezzare nei particolari solo al microscopio, come in queste foto nelle quali sono state ingrandite cento volte.
Per un singolare effetto di Pareidolia quando questi piccoli organismi vengono osservati dall’alto o dal basso sembrano riprodurre un volto umano. L’Effetto scompare quando invece sono visti di lato. La Pareidolia è una tendenza istintiva e automatica, inconscia, a trovare strutture ordinate e forme familiari nelle immagini. Tipiche sono le figure che si scorgono nelle nuvole o i volti fra le rocce dei paesaggi. Il nostro cervello può fare la stessa cosa anche con i suoni come può capitare ai madrelingua tonali (cinese, thai e molte lingue subshariane) dove rumori come il soffio del vento o il frusciare delle foglie possono veicolare precisi messaggi verbali o musicali.
La stessa “creatività” accade anche nell’elaborazione dei ricordi, come ben sa chi si occupa di testimonianze forensi.
In sostanza tendiamo a percepire la realtà non in maniera oggettiva, ma attraverso il filtro delle nostre predisposizioni, conscie ed inconsce.
Portiamo occhiali con lenti colorate anche quando siamo convinti di non averli.
E’ quello che oggi viene chiamato “post verità” e se ne fa un uso spesso negativo, come nelle “polarizzazioni” sui social dove si cerca solo la conferma delle proprie idee e il disprezzo per chi non è del clan.
Eppure questa qualità “proiettiva” della mente umana da sempre può essere usata anche per incontrarsi ed arrichirsi a vicenda: la Tua verità può far diventare più vera anche la Mia. E’ quello che nel piccolo stiamo facendo, da quasi due anni sul mio profilo FB, con gli indovinelli: cercare una soluzione che corrisponda alle tre definizioni e condividerla con gli altri. La “soluzione” con cui si è costruito l’indovinello c’è, è reale, ma spesso è meno importante e di spessore delle soluzioni “altre”.

Dante Basili

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L'Uccello esperto



Astore falco

Quando nelle arti marziali diciamo 宿鸟投林 Suniao Toulin, l'Uccello Esperto si Getta fra i Rami, intendiamo questo!
La capacità di essere determinati senza perdere quella di saper cambiare.
Esattamente come fa l'Astore quando sfreccia nel bosco: lo sguardo è fisso sulla preda, ma tutto il suo corpo può cambiare e trasformarsi per passare fra i rami.
Nelle arti marziali è una cosa pratica: quando una tecnica ha questo nome, come ad esempio in un affondo di Spada Taiji, significa che il colpo, pur essendo rettilineo, fino all'ultimo momento ha la capacità di cambiare direzione. "Non come un colpo di cannone, ma come un moderno missile che insegue il bersaglio" soleva dire un mio maestro.
Ma nella vita questa espressione ha un significato più vasto.
宿 Su possiamo tradurlo anche come veterano, vecchio, colui che ha passato la notte. Come a ricordare che il saper cambiare efficacemente non è certo prerogativa dell'impeto giovanile, ma dell'esperienza dell'adulto.
Vi sono persone che amano fare chiasso, forse perché hanno la sensazione così di venire ascoltate, e quindi di esistere, ma sono persone fragili che crollano alla prima vera notte della vita. Persone devastate dal primo accidente o dalla prima malattia grave. Chi invece ha passato la notte e ne è sopravvissuto apprezza il silenzio, ma negli occhi grida la vita e sa che cambiare è meglio che spezzarsi.
Come l'Astore che si getta fra i rami.

Dante Basili
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Ceratium hirundinella





Ceratium hirundinella


Ceratium hirundinella è un microrganismo acquatico che deve il nome al suo nuoto sinuoso ed aggraziato, come il volo di una rondine, una vera e propria armonia per gli occhi.
E’ un organismo unicellulare, cioè composto di una sola cellula ed è invisibile ad occhio nudo.
La struttura solida esterna di cellulosa è corazzata con tre o quattro corni, di cui quello apicale molto allungato, come gli altri Dinoflagelalti ha un solco centrale dove vibra il flagello più corto, il secondo flagello, molto lungo (a destra in basso appena percettibile nella foto) fuoriesce invece dalla corazza ed è quello che gli permette il nuoto.
Ceratium hirundinella è sia vegetale che animale: ha dei cromatofori giallo marroni che gli permettono la fotosintesi, cioè di ottenere energia direttamente dalla luce e può anche predare altri organismi emettendo propaggini di plasma che fuoriescono dai pori delle placche che compongono la corazza. Con uno pseudopodo, come quello di un’ameba, può inglobare grossi oggetti attraverso il solco centrale.
Non solo può cogliere il meglio dei due regni, quello vegetale e quello animale, ma può anche scegliere se replicarsi per via sessuale o per semplice divisione cellulare, asessuata.
Grande versatilità ed adattabilità di una sola cellula, di un organismo che esiste su questa Terra molto prima della comparsa dell’uomo.
L’esemplare della foto l’ho trovato in un laghetto vicino alla mia abitazione, ai piedi di un vecchio bosco, un laghetto pieno di diversità biologica, sia macroscopica, dai rettili agli anfibi alle libellule e, naturalmente, ricco anche di diversità microscopica.
La salute di un ecosistema si misura con questa “diversità”: più sono presenti solo poche specie, magari invasive, più l’ecosistema è malato e prossimo al collasso.
Un principio che sarebbe da applicare non solo in biologia.

Dante Basili
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