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I Meridiani Straordinari

I canali straordinari con Carlo Toller

Sabato 14 e domenica 15 ottobre, presso il centro Vayu, Via Jolanda Baldassarri 6, 47122 Forlì
E' un evento Apos Approved: riconoscimento 16 ore di formazione.

Uomini interiori

"I Canali Straordinari, curiosi o meravigliosi rappresentano il "telaio" energetico più profondo del corpo, sono quindi legati alla costituzione e al suo processo di evoluzione. Lavorare su questi canali stimola quindi una trasformazione profonda e potente. Lo shiatsu, per sua natura, è una tecnica profonda e per questo credo sia una delle tecniche manuali più efficaci per avere accesso a uno strato come quello della Yuan Qi, che rappresenta l'essenza, il nocciolo della persona che si muove."
Carlo Toller

Per informazioni Luca Michelacci Cell 3333635030
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Lo Sciamano stanco

Dopo un’intera giornata passata a danzare con gli Spiriti lo sciamano torna a casa stanco, ma contento.
All’entrata della capanna lo aspetta il missionario indignato perché ogni volta che lo sciamano organizza una festa di sabato quasi nessuno degli abitanti del villaggio va poi a messa la domenica.
Facciamo un gioco! Esclama il missionario che vuol tenerlo sveglio per dispetto. Se tu non indovini mi dai un dollaro, se invece io non indovino di do dieci dollari.
Amico mio giochiamo un’altra volta, ora non ce la faccio proprio.
Beh! Allora facciamo che se tu non indovini mi dai sempre un dollaro, ma se io non indovino ti do cento dollari. Non ti puoi rifiutare! Guarda questo barattolo di vetro, quanti ceci ci sono all’interno?
Lo sciamano, con sguardo assonnato, cerca di valutare il numero dei ceci, ma poi automaticamente estrae un dollaro dalla sua tasca sinistra.
Bene! Esclama il missionario afferrando il dollaro. Ora tocca a te.
Che animale è quello che cambia di colore quando si arrabbia, ma non è una scimmia e neppure una rana?
Il missionario, che è appassionato di zoologia, ha la risposta sulla punta della lingua, ma proprio non gli viene.
Arrivo subito. E corre in canonica per collegarsi ad internet con l’antenna satellitare. Giunge l’alba che il missionario è ancora alla ricerca appassionata della soluzione, fa suonare la campana per la messa e corre alla capanna dello sciamano.
Ecco qua i tuoi cento dollari!
Lo sciamano si risveglia dal sonno profondo, afferra il denaro e si riaddormenta all’istante.
Ehi! Ma allora che animale è?
Automaticamente lo sciamano estrae un dollaro dalla sua tasca sinistra.
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Un Grande Amico



Il Palo Shaolin sembra una scemenza, eppure quanti amici ci sono rimasti male scoprendo che, nonostante anni di pratica, non riuscivano neppure a spostarlo con un semplice calcio frontale o laterale. Il fatto è che muovendosi lentamente e con carico come questo vengono a galla tutte le magagne della struttura. E' così che scopri quanto pochi angoli di rotazione di un piede o l'espansione del Ming Men all'indietro fanno la differenza. E pensare che a vedere la ripresa sembra così semplice: è un inganno dei video, chi lo ha provato lo sa 1f642
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La Bambola Viaggiatrice di Kafka


kafka-bambola

E’ un aneddoto talmente bello che non sembra vero, ma Dora Diamant, la compagna di Kafka, testimonia che veramente egli scrisse una lettera al giorno per la bambina, per tre settimane.

“Un anno prima della sua morte, Franz Kafka visse un’esperienza insolita. Passeggiando per il parco Steglitz a Berlino incontrò una bambina, Elsi, che piangeva sconsolata: aveva perduto la sua bambola preferita, Brigida. Kafka si offrì di aiutarla a cercarla e le diede appuntamento per il giorno seguente nello stesso posto.  Incapace di trovare la bambola scrisse una lettera – da parte della bambola – e la portò con se quando si rincontrarono. “Per favore non piangere, sono partita in viaggio per vedere il mondo, ti riscriverò raccontandoti le mie avventure…”, così cominciava la lettera.  Quando lui e la bambina si incontrarono egli le lesse questa lettera attentamente descrittiva di avventure immaginarie della bambola amata. La bimba ne fu consolata e quando i loro incontri arrivarono alla fine Kafka le regalò una bambola. Era ovviamente diversa dalla bambola perduta, e in un biglietto accluso spiegò: “i miei viaggi mi hanno cambiata”.  Molti anni più avanti la ragazza cresciuta trovò un biglietto nascosto dentro la sua bambola ricevuta in dono. Riassumendolo diceva: ogni cosa che tu ami è molto probabile che tu la perderai, però alla fine l’amore muterà in una forma diversa“.

Tratto da “Kafka e la bambola viaggiatrice” di Jordi Sierra i Fabra

Era il 1924, Kafka sarebbe morto quell’anno stesso.

Una storia che fa riflettere sul potere dell’arte e della comunicazione. In ambito psicoterapico qualcosa di simile lo troviamo ne “L’Uomo di Febbraio” di Milton H. Erickson.
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Il film Arrival

Con i miei due figli adolescenti, sono andato a vedere Arrival, il Film basato sul racconto “Storia della tua vita” del cinese americano Ted Chiang.
 Non voglio certo raccontare il Film, spoilerare come dicono i giovani, ma parlare delle sue tre idee forti.
 La prima idea forte è che la realtà che percepiamo è fortemente determinata dal linguaggio che usiamo per rappresentarla. E’ cosa risaputa da più di un secolo dagli antropologi che lavorano “sul campo”. Conoscere la lingua di una popolazione tradizionale e vivere per anni con loro può portare a vedere, toccare e credere, cose che altrimenti non si sarebbero mai viste, toccate o vissute come reali. Sono gli antropologi “innamorati”, così tanto derisi e osteggiati dai loro colleghi accademici.
 La seconda idea forte è il concetto di linguaggio rettilineo e linguaggio circolare. E quindi anche di realtà rettilinea e realtà circolare. Quando arrivarono gli alieni inglesi nel territorio australiano incontrarono una cultura tradizionale, quella aborigena, basata sul tempo circolare e sul sogno. Gli aborigeni furono sopraffatti dalla superiorità tecnologica degli invasori e dal loro pensiero rettilineo. In questo film si invertono i fattori: i detentori della superiorità tecnologica sono gli alieni, che però comunicano con un linguaggio circolare. E la cosa si fa molto interessante.
 La terza idea forte è nella dicotomia sintetizzata dai due protagonisti: uno scienziato ed una linguista. La matematica potrebbe porsi come linguaggio super partes, come linguaggio oggettivo e universale. Ossatura della scienza e predittiva della realtà, un vero e proprio linguaggio di Dio. Ma ahimè in questo film si rivela solo un dialetto con la sua realtà limitante, al pari di qualsiasi altro linguaggio. Come dice un collega matematico ad uno dei protagonisti “loro non usano l’algebra! Saranno invece le strutture base ed elementari del linguaggio a permettere la comunicazione con un’altra realtà.
 Un film lento, pacato. Ricordo che molti degli spettatori, sopratutto fra i più giovani, si sono alzati palesemente insoddisfatti. Forse si aspettavano qualcosa di simile agli Avengers. I miei figli invece hanno affermato: il film più bello che abbiamo visto! Non l’ho dato a vedere, ma mi sono quasi commosso: nel loro mondo di di rumore, di continui stimoli e sovrabbondanza di informazioni il silenzio può ancora fare una breccia.
 Prima di andare a letto mia figlia ha detto: “dobbiamo scrivere qualcosa su questo film.”
 Ecco, l’ho fatto.
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