SCUOLA TIANDIHE

Arti Marziali, Musica e Meditazione

I DRAGHI ED IL SEME

Draghi e Seme

I DRAGHI ED IL SEME

Dian
Lampo

Tu
che straordinariamente
illumini
in un istante
il notturno cielo
e nel diurno
nitido ti stagli,
come fulgido braccio
verso la Terra proteso.

Tu
che improvvisamente
squarci
nella mente
il velo della miope ragione
lasciando spazio,
per un istante,
all'ampio e agognato
Sguardo dell'intuizione.

COMMENTO:
Il carattere Dian
è composto sopra da Pioggia e sotto da Saetta di Luce. Il Lampo è quella scarica elettrica che nasce in concomitanza di un temporale. Nel mondo antico l’unica elettricità conosciuta era quella per “sfregamento”, strofinando l’ambra, una resina fossile, con certi tessuti si ottenevano piccole scintille. Nel Cielo i lampi si credeva fossero generati dal combattimento di Draghi fra le nuvole e in quanto generata da Draghi l’elettricità era vista come qualcosa di magico, di Divino. Oggi tutte le innumerevoli parole collegate all’elettricità, dalle telecomunicazioni al frigorifero, dal computer al ventilatore hanno al loro interno la parola Dian Lampo - Elettricità. Una vera e propria magia del mondo moderno. Spesso quando cerchiamo da lungo tempo di risolvere un problema la soluzione arriva improvvisa, come un lampo, proprio nel momento in cui ci rilassiamo, come un fulmine a ciel sereno. Anche quando la soluzione arriva in sogno ha la caratteristica di essere illuminante, immediata e onnicomprensiva. Nelle diverse scuole di Buddhismo Zen si è a lungo discusso se l’Illuminazione è qualcosa di spontaneo o se invece si coltiva con impegno e costanza in lunghi anni. Probabilmente la risposta è quella del Seme: il momento della germinazione in cui si rompe la cuticola esterna è immediato come un lampo, ma il seminatore e la buona terra prima e lo sviluppo delle radici dopo, consentono alla pianta di giungere a piena fioritura.
(Nell'immagine Dian in carattere arcaico dove si possono intuire i draghi-saette che vorticano nella la pioggia)

CARATTERI CINESI Min Hualin
POESIA Marina Coppa
COMMENTO Dante Basili
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LA TRISTEZZA DEL POLMONE

Tristezza polmone

LA TRISTEZZA DEL POLMONE

“OMBRA

Ti ascolto sorella, che sempre mi accompagni, ferita, delusa, impaurita.

Ti abbraccio senza crederti fino in fondo, tu esisti perché c'è il Sole ed io lo sento, lo nutro in me e intorno a me... con te. “

Marina Coppa

“In MTC vi sono alcuni aspetti interessanti che possono essere di riferimento. Chi percepisce il mondo (e se stesso) totalmente senza Ombre, in una condizione di "beatitudine" è, in Medicina Cinese, in uno squilibrio di "vuoto di Polmone". Cioè in una condizione di "morto da vivo" con la difficoltà di percepire e prevenire eventuali pericoli, altrimenti facilmente percepibili.

Una assenza di Tristezza.

Al contrario chi vede tutto come Ombre, sia all'esterno che all'interno, è in una condizione di "pieno di Polmone". Anche esso è in una condizione di "morto da vivo" perché il cinismo, l'autoreferenza e la demotivazione congelano la sua vitalità.

Un eccesso di Tristezza.

Chi invece ha una energia Metallo/Polmone in Armonia, equilibrata, sperimenta la "sana" Tristezza di chi convive con la propria Ombra. La tristezza di chi è consapevole dei propri limiti, ma anche della propria bellezza, unicità e potenzialità.

La tristezza/poesia dell'esistenza.

Interessante come in occidente sia di immediata comprensione il Pieno di Polmone, equiparandolo alla Depressione (melancolia direbbero gli antichi) mentre il Vuoto di Polmone con la sua Beatitudine non sempre è percepito come uno squilibrio, bensì una qualità. Non a caso definiamo i nostri Santi come "Beati". L'equilibrio di Polmone/Metallo infine potrebbe essere equiparato al vero Filosofo per il quale la "sana tristezza" è un concetto familiare.”

Dante Basili

Insufficienza Polmone: Beatitudine, assenza di tristezza.

Armonia Polmone: Tristezza

Eccesso Polmone: Melancolia, troppa tristezza.

Materiale tratto da “Il Kit delle Emozioni” ciclo di seminari tenuti da Marina Coppa e Dante Basili sulle Quindici Emozioni della MTC.
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IL POZZO, LE CITTA' E LA VAGINA

Jing

IL POZZO, LE CITTA' E LA VAGINA
Nella simbologia cinese
Jing, il Pozzo, ha una forte connotazione femminile.
Il settimo giorno della settima luna (mese) si ripulivano i pozzi ed era anche il giorno della Festa delle Fanciulle e della ricongiunzione degli Amanti Celesti. In quel giorno la Tessitrice del Cielo si ricongiungeva con il suo Pastore. Nella letteratura erotica Jing, Pozzo, indicava la vagina.
Nello Yi Jing, il Classico delle Mutazioni, Pozzo è l’esagramma 48. Di seguito il suo Testo e L’Immagine.

Il Testo:
改邑不改井 Gǎi yì bù gǎijǐng
CAMBIANO LE CITTA’ MA NON CAMBIANO I POZZI
無喪無得 Wú sàng wú dé
NON DIMINUISCE E NON AUMENTA (l’acqua nei pozzi con una buona falda)
往來井井 Wǎnglái jǐng jǐng
VANNO E VENGONO E ATTINGONO AL POZZO
汔至亦未繘井羸其瓶凶 Qì zhì yì wèi yù jǐng léi qí píng xiōng
SE UNO SCENDE QUASI FINO ALL’ACQUA E LA CORDA NON VA FINO IN FONDO O IL SECCHIO SI ROMPE PORTA SFORTUNA.

L’Immagine:
木上有水井 Mù shàng yǒu shuǐjǐng
IL LEGNO CON SOPRA L’ACQUA: IL POZZO
君子以勞民勸相 Jūnzǐ yǐ láo mín quàn xiāng
COSI’ L’UOMO SUPERIORE AIUTA IL POPOLO IN DIFFICOLTA’ ED ESORTA AD AIUTARSI RECIPROCAMENTE

Questo “testo” sapienziale mette l'accento su di un particolare aspetto del pozzo: a differenza delle città, che possono essere costruite dove vogliamo i pozzi possono essere costruiti solo dove vi è una vena d'acqua. E già questo da una forte risposta alle nostre domande: quello che cerchiamo lo possiamo sì trovare-cogliere-realizzare, ma solo dove è già presente (in sostanza o in latenza). In altre parole: prendendoci cura di un melo possiamo aspettarci con gratitudine delle mele, ma se ci aspettiamo delle pere rimarremo delusi. "Bussate e vi sarà aperto" ma solo se bussiamo ad un porta, se bussiamo invece ad un muro sarà difficile e forse anche pretenzioso aspettarsi che si apra.
Questo pozzo, continua l’Yi Jing, ha un'acqua che non si esaurisce, che nonostante l’uso non diminuisce e non aumenta (quello che cerchiamo è un equilibrio dinamico e non un raggiungimento statico) nonostante siano molti quelli che vanno e vengono per attingervi acqua. Purtroppo, continua il testo, anche quando si attinge ad un buon pozzo (che quindi è costruito su di una "vera" vena acquifera) non è detto che si riesca a coglierne l'acqua: la corda può essere troppo corta o si può rompere il secchio! Pur cercando qualcosa dove effettivamente possiamo trovarlo può non esserci la fermezza (corda) o struttura (secchio) per realizzarlo. E questa, conclude Yi Jing è sfortuna.
Si riferisce probabilmente al sapore amaro di chi è vicino alla meta, ma non vi arriva. Una delle principali sofferenze umane: non sbagliare la strada, ma essere sulla strada giusta e non arrivare mai a destinazione. Sintetizzando: quello che cerchiamo si può trovare in grande quantità, ma solo dove è effettivamente disponibile e, per poi viverlo, richiede un po' di fermezza e stabilità.
Infine l’ ”immagine” ci ricorda che l’Uomo Superiore è come un pozzo che disseta e sostiene gli altri nel loro lavoro, nelle loro difficolta e sofferenze, senza per questo svuotarsi o esaurirsi. Allo stesso tempo li esorta a non dipendere da lui, ma ad essere mutuo sostegno l’uno dell’altro.

IL POZZO
Ricordi che hai sete?
Sovente lo dimenticherai
e infine un giorno
dopo vorticoso errare
il Pozzo troverai.

Ed ora orsù
non lasciarti scoraggiare
trova la tua fune
e il secchio
per poterti dissetare.

Occhi e Orecchie
potrai lavare
e con rinnovata voce
forte e soave
la Vita cantare.

Calligrafia: Min Hua Lin
Commento: Dante Basili
Poesia: Marina Coppa
Tratto dal materiale didattico di LI SHU Calligrafia Cinese per praticanti di Arti Marziali, Qi Gong e Meditazione.
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Il Kung Fu non tradirà



Kungfu Zumou

功夫不负有心人 gong fu bu fu you xin ren "Il Kung fu non tradirà mai il cuore dell'uomo". Gli sforzi fatti (gong fu) non tradiscono mai (bu fu) le persone che hanno buone intenzioni (you xin ren). In senso taoista può essere interpretato come: "L'impegno di chi si prende cura delle persone viene sempre ricompensato" o come è scritto nel Dao De Jing: "Il Cielo sostiene chi ha compassione". Nel buddhismo il vero coraggio è radicato nell'amore, o nella compassione, nel senso profondo che si da a questo termine e, viceversa, per amare ci vuole coraggio: per essere veri pacifisti ci vuole un cuore da leone. Ma per fortuna... il Cielo aiuta!
Calligrafia del M° Yuan Zumou

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O Virtus



O virtus Hidegard

O VIRTUS SAPIENTIE. Le risonanze fra S. Ildegarda ed il Taoismo sono molte. Anche per la santa del Reno l’Essenza della Sapienza non è erudizione, non è accumulo, ma qualcosa che avvolge compenetrando “circuiens circuisti” ogni cosa. Ma ancor di più per Ildegarda la Virtù della Sapienza è “una Via che ha Vita”. Questa qualità si esprime attraverso tre emanazioni, tre Ali: una vola in alto, una trasuda dalla terra e la terza congiunge ogni cosa volando ovunque. E questa bellezza, questa meraviglia, questa Sapienza vivente, una e trina, chiede di essere lodata, riconosciuta, celebrata.
Nella musica Ildegarda esprime molto bene tutto ciò in maniera più efficace che con le sole parole: Il lungo vocalizzo “O” iniziale ha sia la potenza dello Om orientale che la dolcezza di un richiamo d’amore; le note acute ribattute di “comprehendendo” donano la profonda percezione di come questa “essenza” sia ovunque, come un abbraccio; L’Ala che vola in alto è accompagnata da note acutissime, quella che trasuda dalla Terra da note gravi mentre l’armonia dell’Ala centrale si dispiega con note che, personalmente, mi fanno sorridere di gioia ogni volta che canto questa canzone. La Sapienza di cui Lei parla sembra la sapienza dell’umiltà: cammina insieme alla gioia ed alla gratitudine.

Dante Basili
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La Rana e Zhuangzi


Rana Zhuang zi


Il detto cinese “la rana sul fondo del pozzo” che indica una persona dal pensiero limitato è anche una favola per bambini scritta in tante versioni, ma l’aneddoto originale è nel capitolo diciassette del Zhuangzi: Acque d’Autunno.
Il capitolo diciassette, uno dei più belli di questo classico del Taoismo, è dedicato alla difficoltà che l’Essenziale ha nel comunicare con il Non Essenziale.
Il Non Essenziale accumula ed ha il suo fondamento sull’erudizione, l’Essenziale toglie e sfronda ed ha il suo fondamento sull’esperienza.
All’inizio del capitolo è il dialogo fra due spiriti, uno è lo spirito del Fiume Giallo e l’altro è lo spirito del Mare del Nord: lo spirito del Fiume, pur sentendosi vastissimo conosce la vera immensità solo quando finalmente giunge al Mare, si sente profondamente grato e solo ora è in grado di comprendere il Dao.
“Alla rana del pozzo” dice lo spirito del Mare al Fiume “non si può parlare del mare perché è circoscritta dal suo buco, all’insetto estivo non si può parlare dell’inverno perché è limitato dalla sua breve vita, a un uomo colto non si può parlare del Dao perché è invischiato della sua erudizione. Ora che sei uscito dalle tue rive ed hai visto il Mare capisci di cosa sei fatto e ti si può parlare dei grandi principi.”
L’aneddoto della rana che segue si inserisce in una cornice che spiega come un famoso letterato sofista dell’epoca non riesca a comprendere e, anzi, rimanga profondamente turbato dal suo incontro con lo stesso Zhuangzi.
Curiosa la Tartaruga del Mare si sporge sull’orlo del pozzo per guardarvi all’interno. Dal fondo giunge la voce della rana che, sempre così bisognosa di cantare, parlare e gracchiare, comincia ad elencare le innumerevoli bellezze del suo vasto regno lì, sul fondo del pozzo. Né granchi né girini possono godere quello che lei gode ed invita la tartaruga a scendere nel pozzo per accertarsi di persona. Con cortesia la tartaruga si accinge alla discesa, ma (fortuna per lei) una zampa le rimane impigliata nella fessura di una pietra. Non potendo così scendere comincia a parlare dall’alto del pozzo alla rana. Le comunica qualcosa che conosce molto bene: le parla della grandezza del Mare, della sua casa, del suo luogo di origine.
In molte favole la rana ringrazia la tartaruga, in altre addirittura la rana riesce a scalare risalendo il pozzo e viene accompagnata dalla tartaruga a conoscere di persona il Mare. Ma nella versione originale di Zhuangzi alle parole della tartaruga la rana prova un grande spavento e quasi perde i sensi.
Chi accumula diventa pesante ed ha il terrore della leggerezza.

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La rana nel pozzo


Rana pozzo

Jing Di Zhi Wa "La rana sul fondo del pozzo"
Ogni anno scrivo un augurio per gli amici della scuola Libertao.
Una lettera aiuta ad essere vicini anche quando non è possibile esserlo fisicamente.
Rileggendola ho pensato che potrebbe interessare tutti i praticanti e la condivido anche qui
1f642

"E' importante che la nostra pratica marziale porti all'apertura ed alla condivisione. Quando la conoscenza diventa certezza il rischio è che si trasformi in prigione.
E' ben spiegato nel detto
坐井观天 "Zuo Jing Guan Tian" Seduti in fondo al pozzo guardando il cielo, o meglio ancora 井底之蛙 "Jing Di Zhi Wa" La rana sul fondo del pozzo. Indicano, nella lingua cinese, una mentalità ristretta: colui che sta seduto in fondo al pozzo vede solo una piccola porzione di cielo e nella sua arroganza la ritiene la verità assoluta. E, come la rana della leggenda che vive nel fondo del pozzo, così le persone arroganti sono aggressive e gracchiano al cielo, totalmente inconsapevoli della propria limitatezza.
Le Arti Marziali più di altre arti possono indurre all'arroganza, per questo è bello armonizzarsi praticando con il sorriso.
La rana sul fondo del pozzo è anche una metafora della condizione umana: la luce che i nostri occhi vedono è solo una piccola porzione dello spettro luminoso, i suoni che le nostre orecchie odono sono solo una piccola porzione delle onde sonore, la realtà che riusciamo a misurare e quantificare è solo una piccola porzione della realtà e le nostre opinioni in merito ad un argomento sono solo i risultati di una esperienza soggettiva che non comprende la vastità del cielo. Il concetto di "Uomo Santo" taoista e di "Risvegliato" buddhista è proprio invece della condizione di colui che, sapendo di non sapere, è conscio della grandezza del cielo: una piccola rana che, con immensa fatica è salita su, fino ai bordi del pozzo.
E si è meravigliata della vastità dell'oceano."

Dante Basili
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Il portamento dell'Uomo Morente


La metafora sul "portamento dell'uomo morente" oggi funziona meno che in passato. Non perché non abbia intrinseca validità, ma a causa di quello che abbiamo fatto della Morte. Alla diagnosi di cancro terminale mia madre mi guardò negli occhi e mi disse: "portami via da qui"! Così la tenni in casa con me per due mesi, fino alla sua morte. Ed ho avuto l'opportunità di vivere quello che Hsu Yun parla nel suo scritto. Se mia madre avesse scelto di rimanere in ospedale non avremmo potuto vivere questo insegnamento della morte, per motivi semplicemente pratici e cognitivi. Ciò che abbiamo tenuto a pane ed acqua in uno sgabuzzino non può correre in aiuto nel momento del bisogno. Grazie di cuore Yuri Debbi per lo stimolo.

Uomomorente

Dietro la pratica della Meditazione,
c’è l’attitudine.
Il principiante deve imparare
a coltivare quello che si chiama:
“L’equilibrato portamento dell’Uomo Morente”.
Che cos’è questo “portamento”?
E’ la serena ed elegante attitudine
di chi conosce ciò che è importante
e ciò che non lo è;
di chi ha accettato e perdonato.
Chiunque è mai stato
a fianco di un uomo morente
potrà capire questa attitudine.
Che cosa fa un uomo morente
se qualcuno lo insulta? Niente.
Cosa fa un uomo morente
se qualcuno lo colpisce? Niente.
Mentre giace sul suo letto di morte,
può forse preoccuparsi
di diventare ricco o famoso? No.
Se qualcuno un tempo lo avesse offeso
e gli chiedesse il suo perdono,
non glielo accorderebbe?
Certo! Lo farebbe.
Un uomo morente conosce la vanità dell’odio.
L’odio è sempre una sensazione infelice.
Chi desidererebbe morire
con l’odio nel cuore? Nessuno.
Chi muore cerca amore e pace.
- Hsu-Yun Maestro Buddismo Chan

Dante Basili
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Il Nome di Zhuangzi


"...gli uomini straordinari sono straordinari per gli uomini ma ordinari per il Cielo. Gli uomini da nulla del Cielo sono i saggi degli uomini, i saggi degli uomini sono gli uomini da nulla del cielo..."
Citazione dal Zhunag Zi : il Vero Libro di Nan-Hua.

Zhuang Zi

Naturalmente tutto ciò valeva anche per lo stesso Zhuang Zi, che era considerato un saggio tra gli uomini.
Il Nome Zhuangzi
庄子 è composto da Zhuang, lento, tardo, sciocco, e da Zi, maestro, ma anche bambino. Quindi volutamente Zhuangzi suona anche come "Bambino sciocco". Autoironia all'altezza del suo maestro 老子 Laozi, il cui nome si può leggere come "Vecchio bambino". Che sia una persona "lenta" ad aver scritto una delle opere poetiche considerate patrimonio culturale dell'intera umanità, come la Divina Commedia od il Don Chisciotte, quindi non solo della cultura cinese, è significativo del sorriso Taoista 1f642

Dante Basili
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Lo stato della Conoscenza


Caenorhabditis Elegans

La conoscenza della realtà e dei fenomeni naturali attraverso il metodo scientifico è qualcosa di affascinante, che può essere vissuto da un ricercatore allo stesso modo in cui un bambino guarda con stupore il mondo: la scienza è oggi, più che mai, la "favola più bella." Questo almeno per molti ricercatori che essendo veramente addentro all' argomento studiato percepiscono la grandezza di "quanto non si conosce" e vivono questa ignoranza come stimolo e come meraviglia. Abbiamo sequenziato il genoma umano, ma ne conosciamo in maniera approssimata la funzione di solo il 10 per cento, affermare (come fanno alcuni) che il restante 90 per cento non serve a nulla è un concetto molto improbabile in biologia. Caernorhabditis Elegans è un vermetto molto grazioso e comune per chi si occupa di microscopia dilettante, il suo primitivo sistema nervoso ha un totale di 7000 connessioni e ci sono voluti oltre 10 anni di lavoro per mapparle tutte: il Connettoma Umano (la totalità delle connessioni tra i neuroni di un sistema nervoso) è di cento miliardi di volte più grande ed il neuroscienziato Sebastian Seung del MIT, che si occupa di questo con passione, auspica che arriveremo a completarlo non prima della fine del secolo.
Come diceva il mio prof di laboratorio, quando ero ragazzo: "la conoscenza è come viaggiare in auto di notte, in un territorio sconosciuto: fai luce lì davanti ed un poco sui bordi, ma tutto intorno a te c'è il buio". E lui non era un pessimista, era un appassionato!
Dante Basili

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